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Permessi lavorativi durante il coronavirus, chi potrà usufruirne e come

Quali sono e come funzionano i permessi lavorativi durante il coronavirus

 

Coronavirus permessi lavorativi disabili: Durante l’emergenza coronavirus sono state notevoli le agevolazioni disponibili per per i lavoratori che riguardano anche i disabili. Il punto di riferimento per affrontare la questione è il Ministero del Lavoro, che affronta questioni decisamente rilevanti per tutti i lavoratori affetti da disabilità. Nel caso in cui il proprio datore di lavoro o la propria azienda non si siano attrezzati o non possano attrezzarsi per fornire il lavoro-agile, ovvero la possibilità di lavorare a distanza, sarà possibile richiedere alcuni bonus e agevolazioni.

 

I permessi lavorativi:

Dopo un primo messaggio dell’INPS che affermava che i benefici non riguardavano i lavoratori affetti da disabilità grave, è stato pubblicato un aggiornamento riguardo alla circolare INPS 45/2020 che annuncia il fatto che ai disabili spetteranno 18 giorni di permesso retribuito coperto da una contribuzione figurativa con dodici giorni tra marzo e aprile. Le giornate potranno essere frazionate anche in ore lavorative. Un aspetto importante contenente all’interno delle informazioni date dal ministero è la cumulabilità delle ore, se si avranno sei giorni di permesso al mese per due persone della propria famiglia si avranno diritto a 36 giorni di permesso totali.

Chi può usufruire dei permessi:

Fino al 30 aprile i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi di legge, nonché di lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dagli organi competenti riportante una condizione di immunodepressione e quindi, un notevole rischio. Tale rischio vale anche per chi ha avuto esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita.

Permesso per i genitori:

Potranno usufruire delle giornate di permesso i genitori di figli con disabilità grave e non ricoverati a tempo pieno; il congedo sarà composto da 15 giorni al 50% della retribuzione totale, di cui potranno usufruire entrambi i genitori in periodi alternati, purché uno dei due genitori non si trovi in una condizione di disoccupazione o che usufruisca già di benefici esterni a questo. In alternativa al congedo parentale sarà possibile usufruire del bonus baby sitter di 600 euro mensili e di quello per le badanti previsto per un contributo di 500 euro.

Permesso per i parenti:

Ad usufruire di un’ulteriore congedo potrà essere il coniuge o i parenti, fino al secondo grado, di persone con disabilità grave. Sono inoltre concessi all’interno di tali permessi anche i disabili gravi, gli immunodepressi, i lavoratori con patologie oncologiche o che sono stati sottoposti a terapie salvavita. L’assenza dal servizio verrà percepita a tutti gli effetti come un ricovero ospedaliero.

 

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