Dal prossimo gennaio, gli Enti del Terzo Settore (ETS) saranno obbligati a dotarsi di partita IVA, anche se non dovranno versare l’imposta, una misura che comporterà un notevole aumento delle incombenze burocratiche.
Allineamento alle normative europee
L’obbligo, che era stato inizialmente posticipato, è stato introdotto dal decreto legge n. 146/2021 (art. 5) come risposta a una procedura di infrazione europea (n. 2008/2010), che impone all’Italia di allineare le sue normative a quelle dell’Unione Europea.
GLi adempimenti per le ETS
Per quanto non sia previsto il pagamento dell’IVA, gli ETS dovranno affrontare numerosi adempimenti amministrativi, che si prevede siano particolarmente onerosi per le realtà più piccole. Questo rischia di indebolire la capacità di queste associazioni di continuare a fornire servizi fondamentali alle comunità locali, senza che lo Stato ne tragga alcun beneficio fiscale.
Forum del Terzo Settore
Il Forum del Terzo Settore ha lanciato un appello alle istituzioni, chiedendo di esentare gli ETS dall’obbligo della partita IVA. Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum, ha sottolineato l’urgenza di risolvere questa problematica, evidenziando che la bozza della Manovra 2025 non include ancora soluzioni.
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