case popolari per disabili

Lombardia, c’è bisogno di più case popolari adattate ai disabili

La proposta per le case popolari della Lombardia

Case popolari per disabili: in Lombardia cambiano le regole per l’assegnazione delle case popolari. Nei giorni scorsi Alessandro Mattinzoli, l’assessore alla Casa ha annunciato delle modifiche per quanto riguarda le modalità di assegnazione dei domicili. Le modifiche proposte verranno portate in esame al Consiglio regionale. La proposta consiste nel superare i bandi delle graduatorie predisposte per ogni singolo alloggio e un ritorno alle graduatorie basate sulla necessità del richiedente. Le graduatorie attualmente rimangono due, una per Aler che riguarda le case comunali e una a Milano gestita da MM. La volontà dei proponenti è quello di portare le due graduatorie ad una sola. Ma vi è anche un’interessante iniziativa per quanto riguarda la ristrutturazione degli appartamenti.

Le barriere architettoniche

Le maggiori controversie riguardano il mondo dei disabili e delle famiglie che sono state sfrattate dagli appartamenti privati, indigenti, morosi con colpa e decadenti. Per quanto riguarda i disabili la maggioranza ha espresso l’intenzione di riconoscere un punteggio aggiuntivo a loro e alle famiglie che hanno a carico un disabile. Per il Partito Democratico la soluzione è inutile a causa della mancanza di appartamenti adattati ai bisogni dei disabili, dovuta all’eccessiva presenza di barriere architettoniche. Attualmente a Milano ci sono 1482 alloggi popolari destinati alla ristrutturazione ma solamente 29 di essi saranno utilizzati da utenti con disabilità.

Case popolari per disabili: la proposta

Il PD ha richiesto di istituire un fondo di 30 milioni di euro riservato esclusivamente per la ristrutturazione di 300 appartamenti in cui si vuole abbattere le barriere architettoniche rendendoli più adatti alla vita dei disabili che si intende accogliere all’interno. Il numero non è casuale, infatti sono circa 300 ogni anno le domande dei diversamente abili per la case popolari. Le graduatorie basate sul reddito devono inoltre essere rivalutate in base agli effetti che il coronavirus ha portato sull’economia personale dei richiedenti. Gli aspiranti inquilini dovranno quindi avere la possibilità di presentare delle domande che attestino la diminuzione del reddito medio, dovute alla perdita del lavoro o agli effetti del coronavirus.

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