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Coronavirus e disabili, la parola alle associazioni

Richieste e proposte delle associazioni per disabili

Richieste delle associazioni disabili: la recente pandemia ha sollevato numerosi interrogativi non solo etici, ma anche legati alla presenza o meno di fondi reali da impiegare nella tutela dei disabili.
“Le misure eccezionali adottate durante l’emergenza coronavirus stanno discriminando notevolmente le persone affette da disabilità”, questa la critica che molte associazioni in difesa dei disabili stanno facendo al Governo e al suo modo di gestire l’emergenza coronavirus.
“I disabili e le loro famiglie stanno affrontando il periodo di quarantena in solitudine, abbandonati dalle istituzioni”, si tratta di misure di contenimento del contagio che l’Italia non aveva mai provato prima d’ora, e che secondo le numerose associazioni coinvolte stanno isolando i disabili rendendoli sempre più esclusi e rischiando di causare loro gravi danni.

Dopo la decisione degli Stati Uniti:

Le associazioni, consapevoli delle decisioni sanitarie intraprese in caso di estrema emergenza negli Stati Uniti, stanno mettendo le mani avanti anche in Italia, annunciando che i disabili non andranno messi in disparte nel caso in cui il sistema sanitario non fosse in grado di fornire il medesimo livello di assistenza a tutta la popolazione a causa dell’attrezzatura insufficiente. I medici, inoltre, nel caso in cui si trovassero a dover scegliere a quale paziente somministrare le cure, dovranno scegliere tramite stretti criteri scientifici, non su parametri esterni legati all’età o alla capacità di movimento. Il parametro legato ad una vita “più o meno degna di essere vissuta” non sarà un parametro eticamente e scientificamente accettato nel caso in cui un medico dovesse trovarsi di fronte a questa difficile scelta.

Richieste associazioni disabili:

I disabili stanno affrontando il medesimo rischio di contagio della restante popolazione, solamente aggravata dalla propria eventuale situazione pregressa. Le associazioni, a fronte di tale situazione, richiedono di non interrompere per loro i servizi di supporto e assistenza e richiedono la fornitura di si servizi di protezione individuali in modo che i disabili non restino indietro nel loro sviluppo cognitivo o fisico. L’ideale sarebbe includere gli stessi disabili nella ricerca di servizi studiati appositamente per favorire la loro situazione.

Le informazioni:

L’aspetto riguardante le informazioni non è certamente sottovalutato, tra le richieste vi è quella di poter ricevere informazioni giornaliere attente e vagliate riguardo la situazione derivante alla pandemia coronavirus.

Qualche proposta:

Le associazioni propongono alcune soluzioni per fronteggiare l’emergenza coronavirus: introdurre dei test proattivi e delle misure preventive più rigorose per i gruppi di persone affette da disabilità che includono una maggiore probabilità di contrarre infezioni o complicanze respiratorie a causa della malattia. Tali precauzioni andrebbero inoltre estese alla loro rete di contatti. Va inoltre considerato che potrebbe essere necessario stabilire degli specifici orari di apertura da dedicare solamente ai disabili, in modo da non essere limitati a causa della propria mobilità. Ed in caso di scarsità di prodotti alimentari è opportuno assicurarsi che i disabili non rimangano indietro e non restino privi di servizi essenziali tramite una studiata rete di rifornimenti specifici per tale esigenza.

 

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